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Maria Antonietta D’Asburgo Lorena, approvata 30/08/2008
view post Posted on 29/8/2008, 13:34Quote
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eowyn

Group: Jacopo/ Costanza Granieri Solaro / Jude Stewart / Maria Antonietta D'Asburgo - Lorena
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 17:02


Foto
(scegliere un attore, cantante, sportivo o altro che sarà il volto del vostro personaggio)
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Nome e Cognome
(campi stettamente obbligatori che indicano il nome e il cognome del vostro pg)
Maria Antonietta D’Asburgo Lorena
Età
(scrivete l'età del vostro pg)
42
Storia della famiglia
(descrivete brevemente la famiglia del vostro pg)
La vita della famiglia imperiale, escludendo i momenti ufficiali, era piuttosto tranquilla, quasi borghese, così come appare in un dipinto realizzato dall'arciduchessa Maria Cristina. Il dipinto ricorda la mattina della festa di San Nicola nel 1762: l'imperatore indossa una vestaglia e delle pantofole e porta un turbante in testa, la moglie e la figlia maggiore sono semplicemente abbigliate, mentre Ferdinando piange contrariato per i doni ricevuti, a differenza del fratello Max. Al centro della composizione vi è Madame Antoine che mostra fiera e soddisfatta la sua nuova bambola.[3] La Hofburg, palazzo ufficiale a Vienna, non permetteva una vita semplice e spensierata a differenza dello splendido Castello di Schönbrunn, residenza estiva della corte. Nel giardino e nella serra del palazzo era data molta importanza alla botanica, passione che l'imperatore trasmise alla giovane figlia. In inverno invece veniva occupata la residenza di campagna di Laxenburg, dove le arciduchesse, ingioiellate e vestite con abiti di velluto guarniti di pelliccia, giocavano su slitte dorate a forma di cigno, trainate dai fratelli.
La cosa che maggiormente dispiacque alla giovane arciduchessa nel difficile rapporto con la madre, fu la predilezione di quest'ultima per l'arciduchessa Maria Cristina, con la quale condivideva il giorno di nascita e che da molti era considerata la più intelligente tra le sorelle. Per questo motivo in età adulta Maria Antonietta provò sempre un sentimento di intolleranza nei confronti delle donne più anziane e colte, mentre ebbe sempre rapporti amichevoli con le sue coetanee, come ad esempio con l'amata sorella Carlotta. L'educazione di Antoine fu scarsissima, a 12 anni non sapeva scrivere correttamente né in francese né in tedesco, parlava invece un elegante e buon italiano per merito del suo maestro di riguardo Pietro Metastasio. Fu invece iniziata alle arti delicate e femminee come il ricamo, la musica e la danza. Suo maestro di musica fu il compositore Christoph Willibald Gluck, ed ella suonava molto bene l'arpa, ma senza dubbio ciò che meglio le riusciva era la danza, muovendo il corpo con grazia e raffinatezza tali da passare alla storia
Luogo d'origine originario di Siena
(descrivete e scrivete la città o il paese da dove proviene il vosto pg)
Vienna
Famiglia attuale
(famiglia interna al gdr solo se avete rapporti con altri pg)
Estrazione sociale
(Nobile, Borghese o Povero)(Se nobile specificare il titolo)
Nobile – regina di Francia
Aspetto fisico
(descrivete l'aspetto fisico del vostro pg. Il colore degli occhi, la corporatura, l'altezza ecc..)
Pur possedendo un'educazione piuttosto precaria, la fanciulla non difettava nell'aspetto fisico e ciò era la cosa che maggiormente importava: graziosa per natura nei movimenti, aveva il viso perfettamente incorniciato in un ovale dotato di un incarnato di porcellana bianco-rosato, che ben si sposava con i grandi occhi azzurri e i boccoli biondo-cinerini. Il naso, diritto e pronunciato, aveva una lieve tendenza all'aquilinità, mentre non era inevitabilmente scampata alla più peculiare caratteristica degli Asburgo: il labbro inferiore carnoso e sporgente che donava un certo broncio malinconico.Ancora in fase pre-puberale, Maria Antonietta non era alta ed era priva di forme quantunque di fatto, nella maturità, raggiunse una statura molto elevata e un seno matronale non indifferente. Alcuni difetti della sua figura vennero rapidamente modificati: l'attaccatura irregolare dei capelli venne ovviata grazie ad una nuova e particolare pettinatura, mentre una spalla leggermente più alta dell'altra venne corretta con l'uso del corsetto. I suoi denti storti vennero curati per mezzo di una sorta di apparecchio odontoiatrico, fatto di fili metallici, inventato da un francese che divenne poi dentista di corte; in tre mesi fu ottenuta la dentatura regolare desiderata.
Maria Antonietta era alta, straordinariamente ben fatta, abbastanza formosa, ma non pingue. Aveva splendide braccia, mani piccole perfettamente conformate, piedi graziosi. Era la donna di Francia dal più bell'incedere: teneva la testa molto alta, con una maestà che faceva riconoscere la sovrana in mezzo a tutta la corte, ma senza che questo nuocesse minimamente a quanto di dolce e di benevolo v'era nel suo aspetto. È difficilissimo dare un'idea di tanta grazia e di tanta nobiltà a chi non abbia personalmente visto la regina. I suoi tratti non erano regolari; aveva ereditato dalla sua famiglia quell'ovale lungo e stretto del viso tipico delle sue origini austriache. I suoi occhi, non grandi, erano quasi azzurri; aveva lo sguardo vivo e dolce, il naso sottile e grazioso, la bocca regolare, nonostante le labbra fossero piuttosto marcate. Ma l'incarnato splendente era la connotazione più straordinaria del suo viso. Non ne ho mai visto uno così luminoso, e dire luminoso è l'unico modo per descriverlo: la sua pelle era, infatti, così trasparente da non prender l'ombra. Non potevo quindi rendere i contrasti come avrei voluto: mi difettavano i colori per dipingere quella freschezza, quei toni così fini, tipici della sua deliziosa figura, che non ho mai trovato in nessun'altra donna.
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Aspetto caratteriale
(descrivete il suo carattere, come si relaziona con le altre persone o i suoi gusti. Quello che ama e quello che odia)
fu molto popolare tra la gente, la sua prima apparizione ufficiale a Parigi l'8 giugno 1773 alle Tuileries fu considerata da molti spettatori come un clamoroso successo: quando Maria Antonietta si affacciò al balcone la folla iniziò a urlare dalla gioia.
Anche la visita all'Opéra una settimana più tardi fu riportata come un successo: alla fine dello spettacolo, benché fosse contrario alle regole dell'etichetta, Maria Antonietta iniziò ad applaudire e invitò anche il pubblico a fare altrettanto, ma le ovazioni erano tutte per lei.
Aveva due modi di camminare: uno deciso, leggermente affrettato e sostenuto; l'altro più indolente e ondeggiante, quasi carezzevole, anche se mai irrispettoso. Nessuno si inchinò mai con altrettanta grazia, con una sola riverenza, per salutare dieci persone, dando a ciascuno la sua parte con il capo e lo sguardo
Segni particolari
(segni particolari legati all'aspetto fisico del vostro pg. Non so, una cicatrice o qualunque altra cosa)
Lo «stile Maria Antonietta»
Le Hameau di Maria Antonietta a VersaillesAl Trianon Maria Antonietta viveva un'esistenza tranquilla e serena, circondata dalle persone che amava e dai suoi figli.
Nei pressi del Petit Trianon la regina fece erigere un piccolo villaggio di otto case, comprendenti una fattoria, una latteria, un mulino e un caseificio (Le Hameau). Questa ricerca della vita semplice, ispirata al mito dell'Arcadia virgiliana e teocritea, fu giudicata scandalosa e poco consona ad una regina. C'è da dire che tanti nobili del XVIII secolo si erano fatti costruire villaggi simili nei propri giardini, era una cosa di moda a quel tempo e la regina non era certo insofferente alle mode; trattandosi però di un personaggio pubblico di rilievo, ciò che veniva perdonato ad un conte o ad un principe, non lo si poteva perdonare a lei.
L'estro della regina ebbe sfogo nel teatro del castello, un piccolo gioiello dell'architettura neoclassica, fatto costruire con stucchi in cartapesta e legni intagliati. Anche qui la parola d'ordine era semplicità e le iniziali della sovrana (M.A.) sono in bella mostra sopra il piccolo palcoscenico dove la stessa regina si esibiva, come aveva sempre fatto alla corte viennese insieme ai suoi fratelli. Ella stessa recitò la parte di Rosina nel Barbiere di Siviglia di Beaumarchais (spettacolo cui erano chiamati ad assistere pochissimi fedeli).
Non v'è dubbio sul fatto che Maria Antonietta vivesse, come e più degli altri nobili del suo tempo, una vita agiata e leggera, ristretta al suo circolo privato, agli amici suoi più cari, ed estremamente dispendiosa. Benevola con le persone che riteneva amiche, si lasciava influenzare parecchio in materia politica. Nonostante la sua esperienza in tale settore fosse poco più che nulla, elargiva ella stessa - con il consenso del regale consorte - cariche e potere ed ogni sorta di privilegio. Spendeva ingenti somme della sua cassa personale per acquistare abiti e gioielli tanto da dover chiedere prestiti al marito. A dispetto di ciò che si è abituati a pensare, Maria Antonietta non ignorava le condizioni del popolo francese. Molti episodi testimoniati da più fonti dimostrano che ella, da delfina e da regina, aveva molto a cuore le opere di beneficenza e di aiuto per i più poveri. Maria Antonietta, insomma, fu sì generosa con i suoi favoriti, ma anche con i contadini e popolani. Nonostante questo, restò ugualmente invisa al popolo - specie quello parigino - che, più a conoscenza dei lussi di corte, viveva negli stenti. Di lei si diceva che fosse una sperperatrice di ricchezze ed amasse circondarsi di lussi ed oggetti preziosi. Un diamante porta il suo nome: Marie Antoinette Blue, dal tipo di gioiello che lei stessa amava portare sempre con sé. Le spese folli e l'attitudine allo spreco le fecero guadagnare il soprannome di "Madame Déficit". Era considerata la prima, se non la sola, responsabile del disastro economico francese.
Storia della vita
(Racconto di minimo 7 righe della vita del Pg prima delle date del gdr)
Maria Antonia Giuseppa Giovanna d'Asburgo-Lorena, meglio nota come Maria Antonietta fu arciduchessa d'Austria, principessa reale di Ungheria, principessa reale di Boemia, principessa reale di Toscana, principessa reale di Croazia e Slavonia, principessa reale di Germania e principessa imperiale del Sacro Romano Impero dal 1755 al 1770, Duchessa di Berry e Delfina di Francia dal 1770 al 1774 e regina di Francia dal 1774 al 1792; morì sulla ghigliottina al culmine della Rivoluzione francese.
Nacque a Vienna, al Palazzo Hofburg, il 2 novembre 1755, quindicesima dei sedici figli di Maria Teresa d'Asburgo e di Francesco III di Lorena; fu descritta come «una piccola, ma perfettamente sana arciduchessa».[2] Il giorno seguente, com'era usanza, fu battezzata nella Chiesa degli Agostiniani con i nomi Maria Antonia Josepha Johanna. Il nome Maria veniva imposto a tutte le principesse della casa imperiale sin dai tempi del suo bisnonno, Leopoldo I, a testimonianza della venerazione degli Asburgo nei confronti della Santa Vergine. Perciò, visto il gran numero in famiglia di donne con nome Maria, venne sempre chiamata Madame Antoine, francesizzazione del suo secondo nome di battesimo.
La vita della famiglia imperiale, escludendo i momenti ufficiali, era piuttosto tranquilla, quasi borghese, così come appare in un dipinto realizzato dall'arciduchessa Maria Cristina. Il dipinto ricorda la mattina della festa di San Nicola nel 1762: l'imperatore indossa una vestaglia e delle pantofole e porta un turbante in testa, la moglie e la figlia maggiore sono semplicemente abbigliate, mentre Ferdinando piange contrariato per i doni ricevuti, a differenza del fratello Max. Al centro della composizione vi è Madame Antoine che mostra fiera e soddisfatta la sua nuova bambola.[3] La Hofburg, palazzo ufficiale a Vienna, non permetteva una vita semplice e spensierata a differenza dello splendido Castello di Schönbrunn, residenza estiva della corte. Nel giardino e nella serra del palazzo era data molta importanza alla botanica, passione che l'imperatore trasmise alla giovane figlia. In inverno invece veniva occupata la residenza di campagna di Laxenburg, dove le arciduchesse, ingioiellate e vestite con abiti di velluto guarniti di pelliccia, giocavano su slitte dorate a forma di cigno, trainate dai fratelli. Maria Antonietta cercò in seguito di ricreare quest'atmosfera idilliaca ristrutturando il Petit Trianon.
Le vicende che portarono al suo fidanzamento con il Delfino di Francia ebbero inizio nel 1765, quando il 18 agosto, a Innsbruck, Francesco I morì lasciando sola Maria Teresa, che da quel momento portò il lutto a vita. Al suo fianco salì al trono come coreggente il figlio maggiore Giuseppe. In quegli anni si stavano trattando alcuni importanti matrimoni tra le case regnanti d'Europa; Maria Giuseppa era stata promessa a Ferdinando IV di Napoli, mentre Ferdinando I di Parma cercava una sposa tra le restanti arciduchesse. Questi matrimoni dovevano cementare le nuove alleanze, venutesi a formare dopo la Guerra dei sette anni, che comprendevano Parma, Napoli e soprattutto la mortale e storica nemica dell'Austria, la Francia. Maria Cristina fu l'unica tra le sue sorelle a fare un matrimonio d'amore, infatti giocò le sue carte nel massimo momento di debolezza dell'imperatrice, quando le morì il marito, e riuscì a coronare il suo sogno sposando il principe Alberto di Sassonia-Teschen. La maggiore delle figlie Marianna, in quanto disabile, non era presa in considerazione per un eventuale matrimonio.
Nel 1767, un'epidemia di vaiolo colpì la famiglia imperiale; Antoine ne era immune, poiché l'aveva contratto in forma lieve, senza conseguenze, quando aveva due anni. La prima a morire fu la moglie di Giuseppe, Maria Giuseppa di Baviera, dopo di lei si ammalò anche l'imperatrice, la quale ricevette l'estrema unzione ma si salvò. Dopo la sua guarigione, Maria Teresa insistette che la figlia Maria Giuseppa, in procinto di partire per Napoli, pregasse insieme a lei nella cripta di famiglia; la tomba della cognata però era stata mal sigillata e l'arciduchessa si ammalò e poi morì. Infine, la bella Elisabetta, per la quale si stava trattando un accordo di matrimonio proprio con il re di Francia Luigi XV, contrasse il terribile morbo: riuscì a salvarsi, ma la sua avvenenza venne del tutto deturpata, rendendola non idonea per le nozze. Per compensare le gravi perdite, l'imperatrice fece sposare a Ferdinando IV di Napoli la giovane Carlotta, che da quel momento fu chiamata Maria Carolina, mentre Amalia, la più anziana tra le candidate rimanenti, andò in sposa a Ferdinando I di Parma.
A questo punto la dodicenne Antoine venne presa in considerazione per la prima volta come sposa del Delfino di Francia Luigi Augusto.
Le nozze avvennero in forma solenne, a Versailles il 16 maggio: lei aveva quattordici anni; lui appena uno di più; la cerimonia fu sontuosa ed ella appariva piccola e minuta nell'ampio abito di broccato bianco e argento gonfiato ai lati,[23] trapuntato di diamanti.[24] Per più di sette anni il loro matrimonio rimase non consumato, pare a causa di una fimosi di cui soffriva il giovane Luigi, nonché della sua timidezza e goffaggine. La svolta avvenne quando Giuseppe II, Imperatore del Sacro Romano Impero, fratello di Maria Antonietta, venne in incognito a Versailles nel 1777 preoccupato per le sorti dell'«amata sorella» e dell'alleanza franco-austriaca. Nel dicembre dello stesso anno, Maria Antonietta dette alla luce la prima figlia.
Maria Antonietta ebbe quattro figli:
Maria Teresa Carlotta, nata il 19 dicembre 1778, che sarà soprannominata Madame Royale e diventerà più tardi duchessa d'Angoulême e regina di Francia.
Luigi Giuseppe, nato il 22 ottobre 1781, che morirà a soli otto anni, il 4 giugno 1789.
Luigi Carlo, duca di Normandia, nato il 27 marzo 1785, la cui morte pare sia avvenuta all'incirca all'età di dieci anni.
Sofia Elena Beatrice, nata il 9 luglio 1786, che morì il 19 giugno 1787, ad appena un anno di età, di tubercolosi.
La principessa della Casa d'Austria si trovò ben presto coinvolta negli intrighi che animavano la corte di Francia del XVIII secolo. Particolarmente aspro fu lo scontro che la vide opporsi, su pressione delle figlie del re, alla contessa Du Barry, favorita di Luigi XV. Lo scontro ebbe peraltro l'effetto di attirare su Maria Antonietta la simpatia di molti ambienti nobiliari di Versailles, ostili all'influente contessa. La disputa ebbe una certa importanza dal momento che nei giochi di potere, per volere della Du Barry, fu allontanato il Duca di Choiseul, fautore del matrimonio reale, e l'alleanza franco-austriaca poteva andare incontro a una grave crisi a causa di un conflitto d'interessi nella spartizione della Polonia. La Delfina, visto il suo rango superiore, su consiglio delle zie rifiutò di rivolgere la parola a Madame Du Barry, la quale essendo di rango inferiore, non poteva parlarle per prima. Dopo quasi due anni, spinta dal Conte Mercy d'Argenteau, l'ambasciatore austriaco, e da sua madre, Maria Antonietta capitolò. Il 1° gennaio 1772, durante le feste per il capodanno, si avvicinò alla contessa Du Barry e le rivolse queste uniche parole: «C'è molta gente, oggi, a Versailles»;[28] più tardi, però, affermò anche: «Le ho parlato una volta, ma sono decisissima a non farne altro e quella donna non udrà più il suono della mia voce».
La vita alle Tuileries fu un vero e proprio calvario. Il palazzo, già vecchio e scomodo quando Luigi XIV aveva trasferito la corte a Versailles, era in balia dei curiosi e la famiglia reale in balia delle voci sul suo destino futuro e praticamente agli arresti domiciliari.
Il 21 giugno 1791, dopo due anni di soggiorno alle Tuileries, la famiglia reale tentò in gran segreto la fuga verso i Paesi Bassi austriaci, ma a pochi chilometri dal confine, presso la cittadina di Varennes-en-Argonne, furono riconosciuti, arrestati e riportati a Parigi. Il viaggio di ritorno fu disastroso. Durato quattro giorni per la lentissima velocità di marcia a cui era costretta la grande berlina da viaggio, circondata dalla folla accalcata che insultava e inveiva, addirittura arrivando a sputare in faccia al re, costretti a tenere i finestrini aperti per poter essere ben visibili e accaldati dalla calura di giugno. Accolti dal silenzio ostile del popolo parigino, con i militari che anziché presentare le armi con le bocche dei fucili verso l'alto, le presentarono con le baionette verso il suolo, in segno di disprezzo, i sovrani avevano firmato la loro condanna a morte.
La fuga finì di demolire l'idea della sacralità della persona del Re, già assai scossa. Si iniziò a pensare che un re che aveva tradito il proprio paese cercando la fuga non fosse più necessario neppure allo Stato.
I reali rimasero per un altro anno alle Tuileries vivendo praticamente prigionieri, poco e mal protetti dai rivoluzionari. Il 10 agosto 1792 l'ennesimo assalto al palazzo, il più duro e il più cruento, dove morirono tutte le guardie svizzere del re e molti nobili rimasti a difendere la famiglia reale, vide la definitiva morte della Monarchia. La famiglia reale cercò rifugio presso l'Assemblea Nazionale, ma nel disfacimento delle istituzioni monarchiche Parigi era in mano alla Comune, sulla quale l'Assemblea non aveva alcun potere. Quest'ultima decise, «per la salvaguardia dell'incolumità della famiglia reale» di rinchiuderli dentro la Tour du Temple, un antico monastero di Templari ora adibito a carcere. I sovrani, i figli e la sorella del re furono dunque rinchiusi nella prigione; a Madame Campan e alla principessa de Lamballe non fu permesso di seguirli. La principessa, tornata in Francia nel 1792, morì in circostanze tragiche: rinchiusa nel carcere femminile della Salpetriere, venne uccisa a colpi di mattoni in testa. Poi fu completamente sventrata e le sue interiora, come anche la sua testa e l'organo vaginale, furono issate su delle picche e portate in trionfo in giro per le strade di Parigi. La testa venne portata da un parrucchiere per poterle acconciare e incipriare i capelli e poi fu mostrata alla regina dalla finestra del Tempio affinché la lupa potesse dare un ultimo bacio di addio alla sua bella amica. Da lì a pochi mesi iniziò il processo al re che lo vide condannato definitivemente alla ghigliottina il 21 gennaio 1793 a Parigi in Piazza della Rivoluzione, oggi Place de la Concorde.
Dopo la morte del re, la regina Maria Antonietta visse per alcuni mesi in isolamento nel Tempio assieme alla figlia Maria Teresa e a madame Elisabetta, sorella di Luigi XVI.
Il figlio (Luigi Carlo) venne separato dalla famiglia poco tempo dopo la morte del padre. Di lui si è conosciuta la sorte solo nel 2005, quando grazie ad analisi sul DNA della sua presunta salma, si è saputo che morì per stenti nel 1795, a dieci anni, nella prigione del Tempio.
La regina Maria Antonietta fu trasferita alla prigione della Conciergerie nell'agosto del 1793. Il 14 ottobre venne portata davanti al Tribunale Rivoluzionario, dove dovette difendersi da gravi accuse, la più terribile delle quali fu quella di incesto.
Mercoledì 16 ottobre 1793 Maria Antonietta fu portata fuori dalla prigione, fatta salire sulla carretta dei condannati a morte e condotta verso il patibolo. Con le mani legate dietro la schiena, salendo le scale di legno la regina si sbilanciò e pestò involontariamente un piede del boia. Allora con grande stile e dignità si fermò e gli disse: «Monsieur, vi chiedo scusa. Non l'ho fatto di proposito».
Maria Antonietta riuscì a mettersi in salvo poco prima della sua esecuzione e andò a rifugiarsi a Rivombrosa……

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Edited by sammy°°°jacopuccia - 30/8/2008, 12:04

Questa è la mia firma....Giù le mani
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NEL MIO CUORE SOLO TU
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Se io non avessi te/forse mi arrenderei/Sai che amarti non è mai abbastanza/è che tu sei tutto/
quello che mi manca/dimmi un pò/dimmi cos'altro c'è/se io non avessi te.../Se io non avessi te/forse vivrei a metà

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sam e dani
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view post Posted on 1/9/2008, 11:19Quote

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azz.. bello sto pG
 
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